IN VISTA DEL CONGRESSO REGIONALE

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                                                                 Roma, 24 settembre 2018

Care amiche e cari amici,

dopo lo svolgimento del 48° congresso del dicembre 2017 e lo sforzo elettorale del marzo scorso, sono apparse chiare alcune situazioni di disagio e di difficoltà che il Partito Repubblicano del Lazio sta attraversando e che datano da molti anni.

Abbiamo più volte tentato, unitamente all’amico Diego Miraglia di affrontare questo disagio, ma le riunioni convocate non hanno avuto un grosso riscontro; alcuni amici hanno risposto all’appello, ma perfino alcuni che si erano dichiarati disposti ed altri che hanno accettato di candidarsi in nome degli antichi valori condivisi, non si sono presentati all’appello.

Devo dire che la cosa ha creato un certo sconforto, non tanto perché non fossimo preparati alla difficoltà di riaccendere interesse intorno al Partito, ma principalmente perché le risposte dateci personalmente o telefonicamente, avevano altra valenza ed altro sentore.

La preoccupazione che abbiamo riscontrato in tutti era connessa a quello che era ritenuto un tentativo inutile, uno sforzo in un momento di caduta di significato dei valori a scapito di egoistiche forme di interesse vendute con slogan ad effetto lanciati da chi, senza scrupoli, ha portato gli elettori, in particolare i più giovani, a credere che fosse sufficiente spazzare via una classe politica considerata corrotta ed incapace, per raggiungere la felicità ed il benessere per tutti.

Possiamo condividere in buona misura le critiche sollevate, ma non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, ed i problemi della nostra Italia sono assai complessi.

Non possiamo sentirci accomunati a quei signori oggetto delle critiche del Movimento 5 stelle o della Lega, per il semplice motivo, che salvo in pochissimi casi, negli ultimi anni non abbiamo potuto governare per il ridursi del consenso elettorale.

Abbiamo certamente una colpa ovvero quella del non aver saputo svolgere una opposizione forte, utilizzando gli stessi strumenti mediatici che si sono imposti negli ultimi tempi, e ci siamo rivolti ai normali canali di diffusione del pensiero, in particolare ai giornali ed alle radio o alle televisioni, che ci hanno snobbato, giustamente, perché non facevamo “audience”.

Alcuni di noi hanno pensato di ripetere a sé stessi i successi del passato, in ristretti ambiti, parlandosi addosso, e rievocando i bei tempi andati, altri hanno ottusamente sperato nell’effetto taumaturgico derivante dal ritorno di chi avendo sfruttato il partito nel passato, ha pensato di poter fare ritornare tempi eroici.

Scorrere le pagine dei post inseriti nei canali dei social più o meno ufficiali riferiti al Partito è una esperienza triste, deprimente, sconsolante.

Sembra di partecipare ad una riunione della bocciofila o del dopolavoro di una azienda decotta nella quale nostalgici pensionati, ricordano il bel tempo passato, rievocano i loro successi, presentano le foto dei loro ricordi, o al più, con grande acrimonia e spirito forcaiolo, cavalcano l’onda della vendetta assai più confacentesi ai nuovi rivoluzionari d’accatto, ignoranti e subalterni a burattinai interessati a business neanche celati.

Se tutte quelle immagini e quei ricordi fossero inseriti in un contesto propositivo ed innovativo andrebbero ad arricchire ed a far crescere l’entusiasmo di tutti, ed in particolare dei più giovani, ma purtroppo hanno il solo effetto di far credere che la politica sia il modo semplificato per raggiungere obiettivi di crescita personale per soddisfare le proprie legittime ambizioni ma che dovrebbero essere coltivate in sintonia con i valori sociali.

Potremmo addurre un gran numero di esempi, ma vorrei fermarmi ad uno degli ultimi che credo possa chiarire il senso del nostro pensiero.

Il crollo del Viadotto Morandi di Genova è stato uno dei più squallidi spettacoli degli ultimi tempi, unitamente allo schianto ed alla esplosione della cisterna sull’autostrada presso Bologna.

Ovviamente tutti gli uomini degni di questo nome non possono non aver provato una rabbia profonda unitamente all’empatia nei confronti i familiari dei defunti, anche se non nella condivisione dell’emozione.

In effetti assistere allo spettacolo organizzato mediaticamente è servito a legittimare la classe politica e religiosa e far credere e digerire che la politica dei no e quella della sostituzione della destinazione delle risorse non fosse da ascrivere a quei signori presenti nel padiglione della Fiera.

Ebbene quando il Segretario del Partito ha invitati gli amici ad una riflessione sui temi indicati, non c’è stato uno, dico uno, che abbia aderito all’invito mentre qualche altro si è rammaricato dell’assenza di una posizione ufficiale del Partito che invece si poteva leggere sul sito ufficiale.

Comprenderete che se neanche al nostro interno facciamo lo sforzo intellettivo di riflettere e contribuire al dibattito politico, non possiamo rammaricarci della situazione in cui versa il Paese.

Se siamo disposti a saltare sul carro del vincitore e non vogliamo predisporre noi le condizioni per vincere, allora tutto lo sforzo sarà inutile.

Abbiamo creduto opportuno avviare una grande riforma del nostro sistema di comunicazione e per tale motivo abbiamo creato un blog ovvero un luogo dove poter parlare di politica, solo di politica ed eventualmente di costume e di società, e dei problemi che i cittadini vivono sulla loro pelle.

Il blog si intitola “PRI LAZIO”, ancora in fieri, articolato in varie sezioni che intendono affrontano le tematiche specifiche regionali e delle realtà locali, offrendo comunicazioni sui temi nazionali di immediata rilevanza per la regione e per gli abitanti del Lazio, nonché uno spazio dedicato alle note politiche da proporre al dibattito.

Una sezione a parte è dedicata a Roma, per la rilevanza che la città assume come capitale del Paese e come luogo di aggregazione assai rilevante per la Regione; ritengo che incentrare le nostre valutazioni sulla città eterna, le valutazioni di noi tutti portatori di valori storicamente rilevanti per l’occidente, sia estremamente importante per tutta l’Italia.

Non devono spaventarci le difficoltà di affrontare quei temi perché il contributo di tanti volontari capaci di pensare con la propria testa sarà sicuramente più rilevante del chiasso di un gran numero di esagitati senza cervello.

Non devono spaventarci le difficoltà di diffondere le nostre idee; vorrei solo ricordare che durante il periodo storico di totale supremazia di governi e Stati monarchici, il cittadino Giuseppe Mazzini proponeva i valori repubblicani, che poi si sono dimostrati essere quelli vincenti.

Non si tratta di uno sfogatoio bensì di un punto di incontro che ci dovrebbe permettere di analizzare con intelligenza i problemi sul tappeto ed immaginare proposte risolutive da sottoporre all’attenzione dei governanti ai vari livelli istituzionali, ed agli altri partiti per incominciare a rilanciare l’idea di una politica seria e rigorosa

Dopo le nostre dichiarazioni programmatiche per le elezioni del marzo scorso, molti autorevoli esponenti storicamente espressioni di altri partiti, hanno cominciato ad interloquire con noi; abbiamo avuto incontri interessanti con uomini di estrazione liberale come di matrice cattolica, socialista e radicale, tutti desiderosi come noi di riprendere le redini di un Paese che si avvia impazzito verso la catastrofe.

Credo che sia un interessante punto di partenza per l’augurata riunificazione delle forze laiche e liberali, che ha bisogno di manifestarsi dovunque nel Paese dalle singole sezioni del Partito e dai singoli iscritti.

Da alcune settimane è presente sul sito del partito una bozza per la discussione dei temi della conferenza programmatica che si terra nei primi mesi del prossimo anno e ci vedrà tutti coinvolti.

In vista di questo importante appuntamento come è detto in quel documento che dovrebbe essere letto e discusso da tutti, gli estensori hanno dato indicazioni sulle modalità della discussione, ed il comitato di segreteria ha ulteriormente specificato che ci sarà una discussione approfondita a livello territoriale.

Tutto ciò premesso, credo che sia indispensabile la ripresa delle attività ordinarie del Partito a livello locale e regionale ricostituendo gli organi con un passaggio obbligato che è quello dell’indizione del Congresso Regionale, in vista del quale richiedo, unitamente all’amico Miraglia, il contributo di tutte le forze sane e vive del Partito.

Ritengo che tutte le idee e le proposte che vorrete formulare saranno utilizzate per formare la piattaforma di partenza per la costruzione della proposta politica del PRI del Lazio, di far confluire in quelle del Partito nazionale.

Spero che vogliate cominciare ad inviare le vostre idee, le vostre considerazioni e le vostre proposte in modo da poter avviare al più presto una riunione preparatoria del Congresso Regionale.

 La situazione di perdita di dati derivante dai trasferimenti che ci sono stati ci ha creato non poche difficoltà nel recuperare i riferimenti di tutti gli amici; pertanto vi chiediamo di aiutarci a diffondere queste nostre considerazioni, ed anche ad inviarci eventuali recapiti di persone amiche che potrebbero essere interessate alle nostre attività di rilancio del Partito e del Paese.

Oltre al sito citato potete utilizzare l’indirizzo di posta elettronica del Partito nazionale ovvero quello del Pri Lazio ambedue presenti in calce.

Vi ringrazio per l’attenzione e mi auguro che vorrete rispondere con entusiasmo a questo invito, mentre colgo l’occasione per inviarvi, anche a nome di Diego Miraglia, fraterni saluti.

Il Coordinatore Regionale del Lazio

Giuseppe Moesch

 

 

 

 

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