POSCIA PIÙ DELL’ONOR POTÈ IL DIGIUNO…

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Oggi il segretario del Partito Repubblicano Corrado De Rinaldis Saponaro, ha bene risposto alla proposta del Ministro Calenda, da poco iscritto al PD, rispetto alla necessità di costituire un “Fronte Repubblicano“, per rispondere alla richieste di cambiamento proveniente dalle giovani generazioni insieme alle fasce di popolazione economicamente più deboli.

Nel mezzo di una situazione al limite dell’assurdo e con un mondo politico incapace di vedere soluzioni praticabili, la proposta di Calenda, almeno nella sua enunciazione più semplice, non può che trovarci pienamente d’accordo, al di là degli ottusi balbettii di alcuni amici repubblicani che preferiscono una corrispondenza d’amorosi sensi con i vecchi scheletri della destra e della sinistra, in attesa di qualche cascame dal potere.

Abbiamo espresso nel corso del 48° congresso la nostra volontà di affermare la convinzione che la distinzione destra e sinistra non ha più senso; esistono solo valori e come viene emergendo in questi giorni, anche altri stanno cominciando a comprendere la situazione, e se avessimo affermato con maggior forza questa posizione ci saremmo trovati oggi a rivendicare con maggior forza la nostra primazia.

Sperare di vedere realizzata questa prospettiva nel breve periodo è pia illusione, per due motivi ben precisi.

In primo luogo la voglia di rivincita degli sconfitti di ambedue schieramenti incapaci di capire che la politica che hanno portato avanti è quella che ha determinato il tracollo porterà verso un irrigidimento delle posizioni. Sarebbe necessaria una buona dose di autocritica per poter superare steccati che non sono più ideologici.

In secondo luogo, per quanto avevo avuto modo di preconizzare in un precedente articolo, la limitata durata della vita umana, è incompatibile con l’attesa di un momento migliore per poter aspirare a governare, perché si anteporrà sempre l’interesse personale a quello comune, ed inoltre un’azione nella direzione della rinuncia al confronto, è essa stessa contraria allo spirito competitivo tipico della politica. La nostra esigua presenza ci consente di parlare con spirito libero, ma purtroppo è molto lontana dall’idea di rivincita che serpeggia nei due schieramenti di destra e di sinistra come ad esempio risulta dalla richiesta di Fratelli d’Italia di partecipare al governo.

Il governo è ormai cosa fatta.

Risolto il problema Savona, aggirando la critica del Quirinale che ha potuto mantenere la posizione assunta, nominando il professore agli Affari Europei e sostituendolo con un esponente della Lega il professore Giovanni Tria fortemente critico nei confronti del contratto di programma, e non contrario ad un aumento dell’IVA.

Tutto a favore della coerenza istituzionale.

Poscia più dell’onor poté il digiuno…

 

                                                                                                 Giuseppe Moesch

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