I MISERABILI

Hugo I Miserabili

Ho sempre amato lo sport, ma quello praticato, non quello chiacchierato. Per la mia struttura fisica e forse anche mentale non avrei mai potuto diventare un campione ma non me ne sono fatto mai un cruccio. Ho praticato diverse discipline per piacere personale, per sfida con me stesso, per la sana competizione con gli amici. Devo dire che porto addosso i segni delle conseguenze di quelle attività e sinceramente non me ne cruccio.

L’unico sport che non ho mai praticato è quello dell’esperto di tutto, attività notoriamente svolta nei bar di paese, da chi ritiene di essere in gradò di poter proporre la giusta composizione della nazionale o della squadra locale, la formulazione, le tattiche la rosa dei titolari o gli errori degli allenatori dei presidenti o di tutti i tecnici. Ho troppa stima per chi studia da idraulico o da macellaio, da ragioniere o da ingegnere, per credere di poter essere in grado di commentare le rispettive professionalità, se non volessi mettermi alla stregua di quegli avventori di bar di cui sopra.

Devo notare che l’avvento dei social network ha amplificato il ragliare di ignoranti, approssimativi e saccenti personaggi che confondono il successo riscosso tra i propri simili come una legittimazione delle loro capacità; non basta infatti una manciata di voti per trasformare personaggi di basso livello in leader né tantomeno la patente di senatore, deputato e via dicendo può essere capace di non far valere le leggi della fisica o della chimica. Il fatto di ignorare che quelle leggi esistano non consente di dire che non valgono. Gli effetti di quelle leggi si avranno comunque a dispetto della banda di ignoranti che provi a sostenere il contrario. Ancora più complessa la condizione di chi pensa di poter scimmiottare altri pensatori pensando di pensare. Ci si sciacqua la bocca con nomi altisonanti ritenendo di aver compreso il loro pensiero credendo di essere in grado di elaborare eccellenti teorie. Nella migliore delle ipotesi potranno stancamente riproporre frasi o temi passati molto spesso obsoleti, frutto di riflessioni di tempi da noi distanti e con condizioni al contorno assai diverse di quelli attuali.

La capacità di un politico è quella di comprendere la società nella quale vive, gli uomini e le donne di quella cultura inseriti in un contesto sempre più complesso, in cui si confrontano culture bisogni ed egoismi diversi.

Non basta richiamare frasi dei padri nobili per essere essi stessi paragonabili a quegli uomini. Il concetto fondamentale è che non basta affermare l’appartenenza ad un partito per essere riconosciuto portatore di quei valori. Non basta il pagamento delle tessere per essere legittimato a parlare di politica. Non basta fare credere di essere a capo di una struttura politica che altri in passato hanno fatto grande per essere considerati tali.

Sono le verifiche sul campo che possono permetterci di andare a contrattare la nostra presenza, oppure la nostra capacità di proporre idee derivanti dalla nostra cultura e dai nostri studi e dalla nostra esperienza.

Solo chi non ha idee non ha potere contrattuale; solo chi non ha idee può tentare di usare gli strumenti della demagogia per cercare un consenso raffazzonato e demagogico. Chi non ha alcuno di quegli elementi può solo fuggire il confronto sputando apodittiche sentenza di purezza di casta ma nel non confronto e nel turpiloquio non può pensare di nascondere la propria miseria umana.

Giuseppe Moesch

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...