LE SIRENE DI ULISSE

Commentando un post di Oscar Giannino, nostalgico del maggioritario, Valbonesi ha svolto una accorata, lucida ed appassionata analisi delle caratteristiche del voto proporzionale, ribadendo con quello scritto la posizione del partito espressa nel corso del 48° congresso. In sintesi né con la destra o la sinistra in quanto categorie sorpassate e ritorno al proporzionale puro. Sul piano personale non posso che essere totalmente d’accordo con Valbonesi come ho avuto modo di affermare nel mio intervento al Congresso e come ho avuto modo di scrivere nel programma del partito e come ho avuto modo di ripetere durante l’intera campagna elettorale. In realtà con il maggioritario, dimenticando che non ha funzionato, Giannino cerca una soluzione ad un problema che è di tutti: come governare per risolvere i problemi del Paese. Povertà, ingiustizie sociali, disoccupazione e via elencando sono questi i temi. Se e quando finalmente avremo una legge democratica proporzionale, scopriremo che ci troveremo di fronte a quegli stessi problemi di oggi e gli elettori continueranno a votare alla stessa maniera del 4 marzo. Perché in effetti nei prossimi mesi non saremo stati in grado di risolvere il problema del trasferimento delle informazioni. Gli elettori del sud disoccupati non possono non rispondere alle sirene che offrono con il loro canto sogni paradisiaci, e sembrano offrire risposte ai loro problemi. In realtà le mitologiche creature portavamo i marinai a naufragare e a perire. Ulisse capisce, tura le orecchie ai suoi marinai, si fa legare all’albero della nave per ascoltare, capire e non cedere alle lusinghe. Come Giordano Bruno avrebbe potuto dire “Dormienti destatevi, la verità è la vita”, ma chi l’avrebbe ascoltato in assenza di strumenti di divulgazione ed in costanza di disagio sociale. La cosa più singolare che anche in altre aree del Paese c’è chi vuole provare a seguire il canto; nei giorni scorsi ho letto la richiesta di una signora sulle pagine dei nostri forum e sul nuovo forum dal titolo “Richiedenti Reddito di Cittadinanza”, che rivendicavano il diritto ad avere anche loro la mancia. Scaricare sull’intera classe politica i mali del Paese è stato il leit motiv dei 5S e dei media alla ricerca di scoop, proponendo soluzioni semplicistiche, populistiche e demagogiche come la storia dei soldi dei parlamentari di cui ho parlato in altra sede, da aggiungere alle mance, facendo dimenticare i risultati di gestione dei rappresentanti di quel partito (vedi ad esempio Roma, Torino, mentre l’unica gestione accettabile è quella di Parma gestita da un sindaco che è stato cacciato via dal movimento). Talmente facile aderire alle lusinghe altrettanto facile è dimenticare, o meglio ignorare che le risorse per attuare quei programmi non ci sono. Le proposte dei 5S sono impossibili da realizzare e loro stessi hanno dovuto comunicare di rinviare rinviare di qualche anno la loro attuazione. Si aggraverebbe di altri miliardi la condizione del bilancio dello Stato già oggi con un debito pubblico pari a circa 2230 miliardi, sul quale si pagano oggi 60 miliardi annui di interessi (normalmente negli ultimi anni la dimensione di una finanziaria si aggira intorno ai venti miliardi. Agli elettori che hanno votato 5S non è stato raccontato, né l’hanno raccontato altri che offrivano altrettanti premi in gettoni d’oro o in dentiere. Gli unici che l’hanno fatto siamo stati noi repubblicani. Peccato che tutti i media ci abbiano ignorato ospitando nelle trasmissioni di intrattenimento esponenti politici con i quali hanno dimostrato di essere collusi (è appena il caso di accennare alla sovraesposizione offerta alla Bonina in spregio alla legge sulla par condicio). Il vero unico dilemma è quello di come comunicare con soggetti che sono stati abbindolati perché ignoranti a causa di una scuola fallita. Anche con il miglior sistema elettorale, e ripeto credo sia il proporzionale puro, non potremo fare altro che assistere impotenti ai risultati dei nostri inutili appelli se non si interviene seriamente sulla diffusione delle informazioni. Se ci si collega ad un qualsiasi canale radiofonico o televisivo potrete assistere ad uno spettacolo di quiz oppure musicale o ad un talk show durante il quale ottuse scimmie ammaestrate intervistano con inutili e ripetitive domande soggetti appartenenti ai partiti che sono sponsorizzati dalle diverse testate; ma come si può pensare che questi pensatori possano porre domande indiscrete ai loro ospiti o meglio agli ospiti dei loro datori di lavoro. Non c’è mai la possibilità di una qualche forma di contradditorio, tempi contingentati nessuna informazione e comunque domande tendenziose a chi non condivide il pensiero dominante. Credo che sia questo il vero dramma di questo periodo storico. Mancanza di cultura scientemente perseguita per mantenere il popolo in una condizione di sudditanza. Il movimento cinque stelle non è altro che il tentativo si sostituzione delle élites esistenti da parte degli uomini d’affari della Casaleggio associati e di Grillo. Quando quelli che ci sono cascati questa volta, saranno invitati tra pochi mesi a rivotare, ed anche se dovessero farlo con una legge proporzionale, non potranno che rafforzare ancora di più le loro posizioni. Si sentiranno dei martiri ai quali è stato reso impossibile governare per realizzare l’Eldorado, il nuovo Eden e daranno ancor di più il loro consenso alle loro sirene. Quando il popolo si renderà conto del risultato sarà difficile porre rimedio a qualche forma dittatoriale che avrà già cominciato a prendere piede.

 

                                                                                                       Giuseppe Moesch

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