PAGHEREMO IL DEBITO PUBBLICO CON I SOLDI RISPARMIATI SUI PARLAMENTARI

Mi sono compiaciuto nel provare a fare quattro conti sulla possibilità che il prelievo dai redditi dei parlamentari propugnato dal Movimento 5S possa contribuire a ridurre il debito pubblico, A bocce ferme, e senza considerare l’aggravio di spese per corrispondere il reddito di cittadinanza, e supponendo che anche i 5S vogliano congelare o forse bloccare il decorrere degli interessi.

Il movimento 5S ha messo a disposizione il denaro risparmiato sui loro stipendi di parlamentari Per un totale di 25 milioni di euro negli ultimi 5 anni pari a 5.000.000 annui che riferito agli 88 parlamentari 5S fanno un totale di 57,000.00 euro a testa. Considerata una consistenza di 950 parlamentari, se il primo provvedimento immaginato da Di Maio fosse quello di imporre questo comportamento a tutti i nuovi eletti, a parte il contenzioso che si leverebbe da tutti i settori, il totale del denaro che si renderebbe disponibile per il totale dei 950 parlamentari sarebbe pari a 57,000.00 euro per ciascuno e quindi un totale annuo pari a 54,150,000.00 (circa 55 milioni di euro). Se a questi soldi si aggiungessero, come ventilato, anche indennità varie per lo stesso ammontare il contributo di tutti i parlamentari arriverebbe a 100.000.000.00 (100 milioni di euro). A che cosa destinare quei soldi? Se lo si destinasse come oggi al Fondo per il micro credito con singole erogazioni intorno ai 25,00.00 euro si finanzieranno ogni anno circa 4000 nuove imprese che con quelle cifre potranno forse arredare un negozio o poco più. Se in un momento di resipiscenza volessero contribuire a ridurre il debito pubblico italiano che gira oggi intorno ai 2230 miliardi di euro, sarebbe possibile azzerare il debito, ovviamente senza pagare interessi in un lasso di tempo stimabile intorno ai duemilionitrecentomila anni (2.230.000). Se guardassimo all’indietro sarebbe come se oggi finisse il debito contratto dai viventi intorno a 2,5 milioni di anni fa –in  Africa: Tecnica litica Olduvaiana (fino a circa 750 000 anni fa): Primi utensili in pietra utilizzati da Australopithecus garhi oppure intorno a 2,4 milioni di anni fa – Africa: Comparsa di Homo habilis nella gola di Olduvai in Tanzania (fino a 1,6 milioni di anni fa) o ancora intorno a 2 milioni di anni fa – Africa: Comparsa di Homo ergaster, probabilmente capace di linguaggio, in Africa Orientale (fino a 1 milione di anni fa). Credo che gli economisti da Bar e gli intellettuali d’accatto dovrebbero raccontare ai loro seguaci queste informazioni. Il vero problema credo sia che la più parte dei cittadini che hanno votato per queste proposte hanno strutturato la loro cultura nella buona scuola, e credo che difficilmente riuscirebbero a leggere i nomi degli ominidi citati alla prima lettura e comunque sarebbe la prima volta e forse anche l’ultima che li avrebbero sentiti nominare. I risultati elettorali sono la conseguenza del mix di disagio sociale, promesse illusorie, ignoranza diffusa e malafede politica.

                                                                                                           Giuseppe Moesch

 

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